Una mostra affascinante e tutta dedicata al colore, che attraverso circa 100 dipinti racconterà una delle
storie più avvincenti della pittura a cavallo tra XIX e XX secolo.
Il viaggio che tutti i pittori francesi, o cresciuti in quell'ambito, hanno compiuto in Costa Azzurra e in
Provenza.
L'esposizione prenderà il via con un'opera rarissima di Cézanne, nella quale il pittore ricostruisce a memoria,
e d'invenzione, un paesaggio di Provenza. È così che dalla proiezione mentale si passerà poi,
sempre con Cézanne, ad altri due suoi paesaggi degli anni settanta, uno addirittura di neve.
Ed è sul finire del decennio che appaiono i primi suoi capolavori con il golfo dell'Estaque, che segneranno
l'ingresso tanto rilevante dell'azzurro.
Gli anni ottanta si aprono con il viaggio di Renoir, mentre sul finire del 1883 egli convincerà Monet a seguirlo:
nel 1884 e poi nel 1888 ci darà i frutti altissimi del suo lavoro a Bordighera e Antibes.
Il 1888 è anche l'anno del conflittuale rapporto tra Van Gogh e Gauguin ad Arles.
Concluso dunque questo decennio impressionista, sarà comunque ancora Cézanne, con i suoi molteplici motivi di
paesaggio, e con l'icona della Sainte-Victoire, a costituire l'asse portante della mostra, che troverà un
ulteriore motivo di particolarità nei paesaggi, quasi del tutto sconosciuti, dipinti da Munch a Nizza nel 1891 e
1892.
Ma è con l'aprirsi del nuovo secolo che l'epoca Fauves porterà nuova linfa alla pittura sulle rive del
Mediterraneo, con la stagione altissima di Matisse, Derain, Braque, Dufy, Vlaminck, Friesz, Marquet,
prima della breve, folgorante tappa cubista di Picasso e Braque ancora.
Infine, la rassegna troverà un suo finale impatto, quasi monografico, nella ventina di opere esposte di
Pierre Bonnard, fino ai mesi estremi della sua vita nel ritiro di Le Cannet.
A celebrare una delle presenze più radicalmente innovative della pittura del XX secolo.