| Oceano Mare - Alessandro Baricco |
27/08/03 - Francesco |
«Posata sulla cornice ultima del mondo, a un passo dalla fine del mare, la locanda Almayer lasciava che il buio,anche quella sera,ammutolisse a poco a poco i colori dei suoi muri: e della terra tutta e dell'oceano intero.»
La locanda Almayer e' gestita da misteriosi bambini ed e' posta sul bordo di una spiaggia sconosciuta. E' qui che arrivano Plasson, che dipinge il mare usando solo acqua di mare su tele che restano ostinatamente bianche. e la giovane Elisewin, malata di paura e che il suo tutore, padre Pluche, vuole "salvare col mare". E poi uno strano scienziato, il professor Bartleboom, impegnato a scoprire "dove finisce il mare", una bellissima donna mandata nella locanda dal marito perché guarisca dalla malattia dell'adulterio, un fosco vendicatore sfuggito a un naufragio... «C'è qualcosa di... di malato in questo posto. Non te ne accorgi? I quadri bianchi di quel pittore, le misurazioni infinite del professor Bartleboom... e poi quella signora che è bellissima eppure è infelice e sola, non so... per non parlare di quell'uomo che aspetta... quel che fa è aspettare, Dio sa cosa, o chi... è tutto... è tutto fermo un passo al di qua delle cose. Non c'è niente di reale..."». D'altronde, «questa è la riva del mare. Nè terra nè mare. È un luogo che non esiste». Baricco mira e arriva diritto al cuore creando un'atmosfera surreale dalla quale non riesci a staccarti; i suoi personaggi sono completamente legati al mare, anche se ognuno in modo diverso. Il mare è dentro alle anime che abitano le camere della locanda Almayer, è quei destini, li segna, li scioglie... perché «il mare chiama... non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso», non ci si può sottrarre. C'e' chi, come Plasson, vede il «mare immenso» ma che da qualche parte comincia; c'e' Bartleboom che sa che in qualche punto il «mare onnipotente» finisce; ci sono Anne ed Elisewin, il mare che guarisce e il mare che salva; c'e' Adams, inghiottito dal ventre del mare che l'ha restituito alla terra «inconsolabile». Ma si potrà mai "dire", il mare? La penna di Baricco sembra farlo e ti pare di sentirlo che ti chiama, mentre volti pagine che quasi ne ricreano la voce... "Noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise , ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno. E' come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla , quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa , non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta." |
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| 15/09/03 - nicola | |
Inizialmente spaesato dalla frammentazione della storia secondo i vari personaggi, dal momento del loro incontro non si riesce a non leggere la pagina successiva, il mare è dentro ogni cosa e descritto in maniera inpeccabile. La figura migliore è quella di Plasson: quale modo migliore di dipingere il mare se non con l'acqua stessa?
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| 10/12/03 - il marci | |
E adesso è il momento dello scassacazo di turno!!
Ho amato Baricco per un paio di anni al Liceo...adesso mi risulta insopportabile. Scrive bene, niente da dire, ma ogni volta che leggo un suo romanzo (nella saggistica è lievemente meglio) mi devo misurare la glicemia perchè rischio il diabete! Oceano mare, insieme a Novecento è uno dei suoi libri più famosi. E' un libro originale, intuitivo, a tratti incredibilmente emotivo. Ma è un viggio nel mondo come Baricco vorrebbe che fosse, che rispetta le regole di baricco e dove il percorso emotivo si adatta bene ai personaggi ma è troppo slegato dalla natura umana... bariccolandia è un mondo dove l'uomo centra poco. Poi va a periodi...magari tra 10 anni tornerà a piacermi... |
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